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TORRENT DETAILS
Vi Presento Toni Erdmann 2016 ITALiAN BDRiP XviD-HDi[MT]
TORRENT SUMMARY
Status:
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Titolo originale: Toni Erdmann
Paese: Germania, Austria, Svizzera, Romania
Anno: 2016
Durata: 162 minuti
Genere: Commedia, Drammatico
Soggetto: Maren Ade
Sceneggiatura: Maren Ade
Fotografia: Patrick Orth
Montaggio: Heike Parplies
Musiche:
Scenografia: Silke Fischer
Costumi: Gitti Fuchs
Trucco: Wiltrud Derschmidt, Monika Münnich, Astrid Weber
Effetti VFX: Mathilda Barchmann, Manfred Büttner, Andrei Dimitriu e altri
Produttore: Maren Ade, Jonas Dornbach, Janine Jackowski, David Keitsch, Michel Merkt, Sebastian Schipper, Antonin Svoboda, Bruno Wagner
Produzione: Komplizen Film, Coop99 Filmproduktion, KNM, MonkeyBoy, HiFilm, Westdeutscher Rundfunk, Arte, Südwestrundfunk
Distribuzione: Cinema
Sito ufficiale: www.tonierdmann-derfilm.de
Sito Italia: www.vipresentotonierdmann.it
Data di uscita: 02 Marzo 2017(Cinema)
Il complicato ma tenero rapporto di una giovane donna manager, dedita solo al successo e alla carriera, con l'eccentrico padre, che fa di tutto per farle tornare il senso dell'umorismo e la leggerezza della vita. Quando Winfried irrompe nella vita tranquilla e ordinata della figlia Ines domandandole semplicemente "Sei felice?", la sua incapacità di rispondere segna l'inizio di un profondo sconvolgimento. Il padre per aiutarla a ritrovare se stessa decide così di inventare il curioso personaggio di Toni Erdmann...
Se a un film chiedete la precisione di un compito ineccepibile, senza sbavature, allontanatevi il più possibile dallo sgraziato Toni Erdmann. Terzo lungometraggio della regista tedesca Maren Ade, vincitrice nel 2009 dell’Orso d’argento alla Berlinale con il da noi inedito Alle Anderen , racconta di una donna manager tedesca che vive a Bucarest - la carriera come unica ragione di vita -, e del padre che la va a trovare per vedere come se la cava.
Il rapporto fra un padre e una figlia raccontato sullo sfondo di una città in continua trasformazione, sospesa fra una modernità da misurare nell’altezza dei suoi palazzi, per farla somigliare alle capitali del mondo, e dall’altra un’economia che stenta a rinnovarsi.
L’approccio alla vita dei due personaggi è opposto: tanto lei orienta ogni comportamento in base alla reazione che vuole ottenere in chi si trova di fronte, lavorando in una società di consulenza chiamata per fare il lavoro sporco, tanto il padre sembra un clown dai capelli bianchi, facendo del travestitismo, dei denti finti o una parrucca, uno suo stile di vita. La vita di lei è apparentemente perfettamente organizzata, come le sue strategie aziendali che non prevedono altri criteri - vedi umanità - al di fuori delle ragioni di bilancio.
Naturalmente l’arrivo del padre sconvolgerà la sua vita quotidiana, lo scompiglio sarà sempre maggiore, con il genitore che si traveste nell’eccentrico Toni Erdmann, rendendosi conto della profonda infelicità della figlia. “Sei felice?”, è questa la domanda che nella sua banalità darà il via a una giostra estenuante messa in piedi dalla giovane regista tedesca Maren Ade, abile nell’irruzione di agenti imprevisti in scena, meno nel farli sparire al momento giusto. L’equilibrio non è di casa in Toni Erdmann, nel personaggio come nel film, che di fronte all’assenza di comunicazione reagisce attraverso l’arma impropria dell’ironia per rompere il muro di silenzio.
La vergogna è al centro del film, quella che prova la figlia per il padre e quella che quest’ultimo ignora, prendendo a schiaffi le convenzioni, affrontando la vita senza ritegno, con follia. Il suo alter ego Erdmann non si limita a qualche battuta qua e là, ma si reincarna letteralmente, con il rigore di un attore del metodo. Difficile non provare emozioni contrastanti vedendo questo film, che proprio quando inizia a diventare estenuante si ritrova con un gesto di follia spiazzante. In fondo è come il suo alter ego protagonista, senza misura, sgraziato, ma anche geniale. 2 ore e quaranta minuti sono una dimensione eccessiva, così come qualche didascalico riferimento di troppo, nel racconto lavorativo della vicenda, alla spersonalizzazione del lavoro, alla necessità di tornare all’umanità del guardarsi negli occhi. Detto questo, specie nell’ultima parte, Maren Ade riesce a farci rimanere a bocca aperta in più di un’occasione, dirige alla grande due interpreti molto convincenti, costruendo almeno tre sequenze esilaranti, con un’escalation comica veramente originale. In un contesto di cinema autoriale spesso prevedibile e facilmente incasellabile, Toni Erdmann è una piacevole eccezione, non riciclabile.