Titolo originale: Snatched
Paese: UK, Spagna
Anno:2017
Durata: 90 minuti
Genere: Commedia
Sceneggiatura: Katie Dippold
Fotografia: Florian Ballhaus
Montaggio: Zene Baker, Melissa Bretherton
Musiche: Chris Bacon, Theodore Shapiro
Scenografia: Mark Ricker
Costumi: Leesa Evans
Trucco: Julia Gadiana, Kim Gueldner, Desne J. Holland e altri
Effetti speciali: Kevin Hannigan, Mark Hawker, David A. Poole, Kamuela Yurong
Produttore: Peter Chernin, Paul Feig, Jessie Henderson, Kevin Kane, Jenno Topping
Produzione: Chernin Entertainment, Feigco Entertainment, Twentieth Century Fox Film Corporation
Distribuzione: 20th Century Fox
Sito ufficiale: www.foxmovies.com/movies/snatched
Data di uscita: 07 Settembre 2017 (Cinema)
Quando la sognatrice Emily Middleton viene lasciata dal ragazzo, convince la madre Linda ad accompagnarla in vacanza. Ma la vacanza non va come sperato e per sopravvivere dovranno superare le differenze madre-figlia.
Buddy-movie al femminile che varia solo parzialmente le carte in tavola mettendo nei panni delle due protagoniste una madre e una figlia, scelta che permette di creare una manciata di situazioni originali nelle dinamiche interpersonali. Peccato che Fottute! si adagi ben presto nelle più ritrite banalità, a cominciare dalla sfighe che capitano alla più giovane delle due (lasciata dal fidanzato e licenziata dal lavoro nello stesso giorno), con gag e battute viste e riviste che si trascinano stancamente per i novanta minuti di visione, nonostante la gustosa alchimia vigente tra le due attrici: la Schumer e la Hawn sono infatti i due valori aggiunti del film e solo grazie alla loro verve comica la narrazione vive di qualche insperato guizzo. Il regista Jonathan Levine dirige col pilota automatico, alternando ad una prima parte più leggera e "da cartolina" (con riprese che mettono volutamente in mostra i bei paesaggi dello stato sudamericano) una seconda in cui non mancano sortite thriller e da cinema avventuroso, con tanto di improbabile simil-Indiana Jones interpretato da Christopher Meloni. Non si chiedeva certo un fine scavo psicologico a una produzione del genere, ma certo qualche sottigliezza in più di scrittura non avrebbe guastato nel donare maggiore personalità ad un titolo che, tra rimandi al contemporaneo sociale e televisivo (dai social network a continue citazioni a Game of Thrones ce n'è per tutti i gusti), strizza l'occhio al grande pubblico senza preoccuparsi troppo dell'omogeneità del racconto.
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