Titolo originale: Chez nous
Paese: Francia , Belgio
Anno: 2017
Durata: 117 minuti
Genere: Drammatico
Soggetto: Benedicte Darblay
Sceneggiatura: Lucas Belvaux, J?r?me Leroy
Fotografia: Pierric Gantelmi d'Ille
Montaggio: Ludo Troch
Musiche: Fr?d?ric Vercheval
Scenografia: Fr?d?rique Belvaux
Costumi: Doroth?e Guiraud
Trucco:
Effetti speciali:
Produttore: David Frenkel, Philippe Logie, Patrick Quinet
Produzione: Synecdoche, ? Art?mis Productions, France 3 Cin?ma, Radio T?l?vision Belge Francophone, VOO, BE TV, Shelter Prod, ? ?Canal+, Cin?+, France T?l?visions, Le Pacte, Sofica Manon 7, Cofimage 28
Distribuzione: Movies Inspired
Data di uscita: 30 ago. 2017 (Dvd)
Pauline, un?infermiera autonoma in un distretto minerario nel nord della Francia, cresce da sola i suoi due figli e si occupa di suo padre, un ex metalmeccanico. Devota e generosa, ? amata dai suoi pazienti, che contano su di lei. Eppure nessuno vede che Pauline, che si trova ad affrontare una realt? sociale sempre pi? dura, sta lentamente intraprendendo un percorso che nessuno nella sua famiglia ha mai preso prima. Un partito nazionalista in crescita, in cerca di rispettabilit?, utilizzer? a proprio vantaggio la sua popolarit? facendone la propria candidata alle elezioni locali...
Una mattina all?alba, le strade deserte, un furgone consegna il latte, qualche lavoratore particolarmente mattiniero esce di casa, un contadino mentre passa il trattore su un campo urta l?ennesima bomba inesplosa sepolta dalla Seconda guerra mondiale. I rumori e i silenzi di un paese immerso in una campagna aspra e piena di rovine industriali, in una delle zone meno turistiche di Francia, a pochi chilometri dalle rivolte nei campi d?accoglienza di Calais e dalle spiagge di Dunkerque raccontate da Nolan. Il Nord Passo di Calais ? una delle regioni in cui il Front National di Marine Le Pen ? esploso negli ultimi anni, ottenendo percentuali tanto alte quanto quelle della sinistra fino a non molti anni fa, grazie ai molti operai presenti in zona e a una crisi del sistema industriale locale, mai riuscito a riconvertirsi.
Non stupisce quindi che il belga Lucas Belvaux, in una zona che somiglia alla realt? raccontata dai connazionali fratelli Dardenne nei loro film, abbia scelto la zona fra Lens e Lilla per raccontare in A casa nostra, in maniera appena camuffata da nomi diversi, i pericoli legati al Front National.
Protagonista ? una giovane donna, un?infermiera di nome Pauline interpretata con la consueta abilit? empatica dalla brava ?milie Dequenne, soldato semplice di uno stato sociale che resiste e si impegna con passione e amore per gli altri, visitando a domicilio anziani e pazienti di ogni estrazione sociale. Un padre operaio comunista malato, due figli senza un padre presente, si vede offrire da un suo collega, medico stimato e gi? parlamentare europeo, la candidatura a sindaco per un partito di destra estrema, appena riconvertito alla rispettabilit? dopo molti anni di connivenza con movimenti violenti e anti immigrati. Non fosse chiaro di quale realt? si tratti, il leader del partito ? una bionda donnona dalle maniere focose che ha preso la guida del movimento dopo il padre. Pauline ? una figura molto amata dal territorio, perfetta per essere utilizzata, senza che se ne renda conto, come ?utile idiota?.
Belvaux si pone la domanda che hanno in testa da tempo tanti politologi ed elettori francesi: come pu? la figlia di un operaio metallurgico comunista finire per candidarsi per il Front National, un partito oltretutto di cui sa molto poco? Una tinta di biondo, qualche foto e un sorriso alla presentazione per la stampa: si limita a questo l?impegno richiesto, niente condivisione di un programma e per mandare avanti il paese ci penseranno ?i funzionari e gli esperti burocrati?. La sconfitta delle idee, delle proposte concrete, per una verniciatura linguistica che sia di conforto agli elettori, li liberi dal tab? di votare la destra estrema.
La risposta ? la seduzione, quella pubblica da una tribuna piena di bandiere, ma soprattutto quella subdola del medico magistralmente interpretato da Andr? Dussollier che incarna l?anima nera dell?epoca in cui si sfruttavano i militanti in mimetica e mazze ferrate per mantenere a galla i dirigenti facendo il lavoro sporco, spurgando le pulsioni violente radicate nell?ideologia neofascista. Ora per? sono un ostacolo, rappresentano il passato da dimenticare, da non mettere in relazione con il nuovo partito giovane e moderno. Sono molti, anche troppi, gli argomenti trattati in A casa nostra, non manca una famiglia musulmana dove capita per lavoro Pauline e un (ex?) naziskin fiamma da adolescente con cui inizia a far coppia fissa. L?abilit? di Lucas Belvaux ? quella di seminare dubbi e domande, senza forzare le risposte attraverso personaggi troppo immersi nella caricatura, pur non nascondendo il suo punto di partenza: la pericolosit? della riconversione democratica frettolosa.
Radicamento territoriale, ancoraggio ai propri valori contro quel ?comunitarismo? di cui si riempie la bocca costantemente Marine Le Pen. Tensioni molto attuali in Francia, anche in un microcosmo come un paese di provincia, ancora pi? pericolosi oggi che, al contrario di dieci o anche cinque anni fa, l?invito alla rivolta repubblicana per far diga contro l?estrema destra riceve risposte meno compatte.
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