Titolo originale: El guardián invisible
Paese: Spagna, Germania
Anno: 2017
Durata: 129 minuti
Genere: Thriller
Soggetto: Basato sul romanzo omonimo di Dolores Redondo
Sceneggiatura: Luiso Berdejo
Fotografia: Flavio Martínez Labiano
Montaggio: Verónica Callón
Musiche: Fernando Velázquez
Scenografia: Antón Laguna
Costumi: Loles García Galean, Rosa Pérez
Trucco: Cristina Asenjo, Lorena Berlanga, Pedro Raúl de Diego e altri
Effetti speciali: Iker de la Calle Latasa, David Campos, Eloy Cervera e altri
Produttore: Thomas Disch, Mercedes Gamero, Adrián Guerra, Peter Nadermann, Núria Valls
Produzione: Nostromo Pictures, Atresmedia Cine, Nadcon Film, Zweites Deutsches Fernsehen, ARTE
Distribuzione: Netflix
Data di uscita Spagna: 3/8/2017
Ai margini del fiume Baztan viene rinvenuto il corpo nudo di una adolescente uccisa in circostanze apparentemente misteriose. Amaia Salazar, ispettrice di polizia, si trasferisce da Pamplona a Elizondo per indagare sul caso. Negli stessi luoghi in cui ha vissuto da bambina e di cui non ha ricordi felici, Amaia scopre con le sue indagini la figura di un serial killer che continua a porre fine alla vita delle sue giovani vittime con un sorprendente modus operandi. La polizia dovrà rintracciarlo prima che possa commettere un ulteriore delitto ma la mitologia della regione del Norte e le sue figure fantastiche sorprenderanno tutti.
[b] Ottimo thriller tratto dal primo romanzo della scrittrice basca Dolores Redondo che ha successivamente scritto altri due romanzi in quella che viene definita la "Trilogia Baztán" dal fiume della regione basca dove si svolgono le storie. Il film è stato prodotto dal tedesco Peter Nadermann che aveva già trasportato sullo schermo la "Trilogia Millennium". Il film affidato al regista Fernando Gonzalez Molina si fa ben seguire nello svolgimento dei fatti, coinvolgendo lo spettatore nelle complesse e spesso oscure vite dei protagonisti attorialmente ben supportati. L' ambientazione quasi sempre piovosa dà il giusto tocco "dark" alla narrazione.
Una bella sorpresa che dà un respiro europeo, come del resto fece Millennium, ad un genere tradizionalmente targato stelle a strisce./b]
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