Titolo originale: Father Figures
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 113 minuti
Genere: Commedia
Sceneggiatura: Justin Malen
Fotografia: John Lindley
Montaggio: Dana E. Glauberman
Musiche: Rob Simonsen
Scenografia: Stephen H. Carter
Costumi: Julie Weiss
Trucco: Sarah Mays, Tracey L.Miller-Smith, Jennifer A. Santiago, Garnett Burk e altri
Effetti speciali: Scanlan Backus, Rick Cramblett, David Fletcher
Produttore: Ivan Reitman, Ali Bell, Broderick Johnson, Andrew A. Kosove
Produzione: Alcon Entertainment, DMG Entertainment, Montecito Picture Company
Distribuzione: Warner Bros Italia
Sito ufficiale: www.fatherfigures.movie
Data di uscita: 01 Marzo 2018 (Cinema)
Peter e Kyle Reynolds, due fratelli sono stati cresciuti da una madre piuttosto eccentrica che ha sempre raccontato loro che il padre era morto quando erano piccoli. Quando scoprono che non è la verità, decidono di mettersi alla ricerca del loro padre biologico e così verranno a sapere molte più cose sulla loro madre di quanto probabilmente avrebbero voluto.
Non è un buon periodo per la commedia americana, quella senza aggettivi in appoggio, quella che risponde alle regole di un immaginario consolidato da decenni di proposte hollywoodiane di successo in tutto il mondo. Con la crisi di Adam Sandler, almeno al cinema, e lo spostamento di Ben Stiller verso altri territori più maturi e riflessivi, il cinema comico da quelle parti soffre una grande difficoltà nel rinnovarsi, ma soprattutto nel raccontare storie che funzionino. Gli attori ci sarebbero anche, come dimostra un film deludente come 2 gran figli di…, con un volto come Ed Helms, non a caso lanciato da una delle ultime incarnazioni di successo della risata americana, Una settimana da leoni, il cui direttore della fotografia Lawrence Sher esordisce ora come regista. Insieme a lui una garanzia come Owen Wilson, maschera ormai iconica di leggerezza mista a malinconia.
Questa volta interpreta Kyle, il fratello (gemello) ricco per caso e sempre in giro per il mondo, dal suo buen retiro delle Hawaii, alle prese con un rinnovato percorso di avvicinamento al gemello burbero Peter, sempre incupito, dal pessimo rapporto con un figlio cresciuto dalla ex moglie.
I due scoprono casualmente che la madre, eccentrica sperimentatrice della promiscuità sessuale degli anni Settanta, gli aveva mentito da sempre: il padre biologico non è morto, semplicemente è ignoto. A questo punto i due partono per un lungo viaggio per l’America alla ricerca del padre mai conosciuto. Incastonato nei classici archetipi del genere, in un via vai per i sobborghi iconici delle periferie americane, è un buddy movie declinato fra gemelli che più eterozigoti non potrebbero essere, costruito sugli incontri curiosamente assortiti che aspettano i due. Il tutto in un viaggio che sarà naturalmente prima di tutto di scoperta interiore e di conoscenza fra fratelli.
Purtroppo 2 gran figli di…, in originale più sobriamente Father Figures, prodotto da un artigiano della commedia di cui sentiamo la mancanza, Ivan Reitman, procede stancamente, fra barlumi di buon umore, dovuti alla simpatia dei protagonisti, trovate volgari senza capo né coda e un generale senso di già visto, come un barattolo di zuppa, anche succulenta nella confezione, ma scaduta da anni. Non bastano attori di supporto nobili come J.K. Simmons, un sempre più spaesato (nelle scelte) Christopher Walken, oltre alla madre Glenn Close e a un cammeo di lusso dell’ex giocatore di football americano Terry Bradshaw, dimostrazione della destinazione prettamente locale del film.
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