Siamo a Capodimonte, sul Lago di Bolsena. Durante un rally automobilistico, un giovane pilota ha un grave incidente. Per rimettersi si reca nella casa di famiglia sulle sponde del lago, e qui vi ritrova tutti gli oggetti appartenuti al nonno, defunto. Il giovane era molto legato al vecchio e, soggiornando fra quegli oggetti, sembra che questi vogliano come stabilire un rapporto con lui. Il giovane inizia a convincersi di essere una presenza tornata in un luogo familiare dopo una lunga assenza ed arriva al punto di identificarsi talmente con la figura del nonno che si innamora di una ragazza identica a quella amata dal vecchio in passato.
Synopsis by IMDb
Titolo originale: Aus dem Nichts
Paese: Germania, Francia
Anno: 2017
Durata: 106 minuti
Genere: Crimine, Drammatico
Sceneggiatura: Fatih Akin, Hark Bohm
Fotografia: Rainer Klausmann
Montaggio: Andrew Bird
Musiche: Josh Homme
Scenografia: Tamo Kunz
Costumi: Katrin Aschendorf
Trucco: Maike Heinlein, Raquel Munuera, Daniel Schröder
Effetti speciali: Karl-Heinz Bochnig, Thomas Hoffmann, David Opatz, Claudius Rauch, Norbert Skodock
Produttore: Fatih Akin, Ann-Kristin Homann, Nurhan Sekerci-Porst, Herman Weigel
Produzione: Bombero International, Corazón International, Macassar Productions, Pathé, Warner Bros.
Distribuzione: Bim Distribuzione
Data di uscita: 15/3/2018 (Cinema)
Germania. La vita di Katja cambia improvvisamente quando il marito Nuri e il figlio Rocco muoiono a causa di un attentato. La donna cerca di reagire all'evento e trova in Danilo Fava, avvocato amico del marito, il professionista che la sostiene nel corso del processo che vede imputati due giovani coniugi facenti parte di un movimento neonazista. I tempi legali non coincidono però con l'urgenza di fare giustizia che ormai domina Katja.
Fatih Akin si ispira a quelle azioni per realizzare un film che intende indubbiamente provocare una discussione.
In tempi di terrorismo di matrice islamico-integralista che colpisce in modo assolutamente criminale ci viene ricordato che la guardia va tenuta indubbiamente alta su questo versante ma contemporaneamente non va abbassata su altri fronti. Perché proprio la recrudescenza del terrorismo ha risvegliato gruppi xenofobi che non avevano mai smesso di esistere. Akin è molto attento nel definire il ritratto della sua vittima: ha dei precedenti penali per spaccio di droga ed è un curdo di nazionalità turca. Questo lo libera da un lato dall'apologia dell'innocente (anche se viene sottolineato come il suo recupero alla società fosse stato esemplare) e anche la possibile identificazione tout court con la numerosissima comunità turca in Germania.
Di fatto poi la sua protagonista è totalmente teutonica (una Diane Kruger di grande intensità a cui viene finalmente concesso di recitare nella sua lingua madre) ed è su lei e sulla sua sofferenza che si concentra la narrazione. La lunga fase processuale, che occupa la parte centrale del film, la vede subire il pregiudizio di una difesa che ricorre a qualsiasi mezzo per invalidare la sua testimonianza. A chi ama il cinema vengono in mente i nomi di due autori che non è dato sapere se siano conosciuti dal regista amburghese di origini turche: Costa-Gavras e Monicelli.
Del primo Akin rivitalizza l'impianto politico che trovava nelle fasi istruttorie e processuali, sia che fossero manipolate da un regime (La confessione) sia che venissero condotte al fine di far trionfare la giustizia (Z - L'orgia del potere), il suo punto di forza. Il Monicelli di Un borghese piccolo piccolo trova invece qui un suo pendant femminile nel bisogno lucido e devastante di avere giustizia. Come il suo Giovanni Vivaldi anche Katja sente covare, per poi svilupparsi dentro di sé, l'urgenza di ottenere quella riparazione al danno subito che sembra sempre più affievolirsi. La vuole con forza e a qualsiasi prezzo.
Code: